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22 luglio 2012 7 22 /07 /luglio /2012 11:09

Un soffio di libertà: il primo Internet- Cafè di Kabul solo per donne.

 

 

 

 

 

Il suo nome è Sahar Gul Cafe, in ricordo di una giovane afghana di soli quindici anni, ammazzata dal marito un anno fa per essersi rifiutata di  prostituirsi. E' stato aperto a marzo nel giorno della della Festa della Donna.

 

Adesso Sahul, per le donne residenti in  Afghanistan,  rappresenta il simbolo di resistenza e libertà: ecco il motivo per cui al primissimo  Internet Cafè di Kabul frequentato solo da  donne, è stato dato  il suo nome.

 

Vi sono circa una decina di pc portatili, una biblioteca,  soffici  cuscini e sono presenti il logo di Facebook e di Yahoo impressi sulle pareti.

Ogni giorno  decine di donne vi entrano per connettersi online, sia per i loro studi, sia per trovare nove amicizie... e magari, anche per avere un po' di libertà senza dover essere, almeno qui,controllate dagli gli uomini.

 

“Può essere definito una zona- rifugio per  donne”, spiega l'attivista Homiyra Bakhashi, project manager di YoungWomen4Change, a RFE/RL. “...abbiamo scelto di dargli vita per offrire loro il sistema  di rilassarsi in tutta sicurezza, per dar loro modo di studiare e lavorare senza nessun tipo di  problema.”.

 

 

Le donazioni del luogo e quelle provenienti da altre parti del mondo, sono state una importante base per poter gestire e mantenere il Caffè, continua a spiegare Bakhshi: le visitatrici  pagano  un dollaro come ticket e questo è un prezzo molto più basso di rispetto ad altri internet -cafè presenti a Kabul.

 

Miriam Noorani, una giovane  universitaria, racconta che 2975272870_38fc4c6607.jpgil Cafè rappresenta un prezioso angolodi  libertà in un Paese in cui  gli l’abusi domestici verso le  donne è una pesantissima routine, un luogo in cui i matrimoni forzati rientrano ancora nella normalità e il numero di suicidi femminili tocca le punte più alte al mondo.

 

Nonostante questo, nell'ultimo decennio  le donne hanno potuto compiere importati progressi nella società afghana. Moltissime i di ragazze sono riuscite a tornare a scuola, diverse donne possono recarsi al lavoro, in particolare nelle città molto grandi, ricoprendo anche importanti ruoli. Inoltre, decine di loro sono state elette membri sia del  Parlamento, sia del Senato.

 

Ma esse sospettano della politica del presidente Karzai, in quanto hanno timore che nel 2014, quando andrà via la NATO, i loro diritti , duramente conquistati, possano venire “sacrificati” nel corso delle varie  trattative di pace con i Talebani.

 

Infatti, segnali in questa direzione se ne sono avuti, se pensiamo ad esempio che nel mese di  marzo, periodo in cui  il Consiglio degli Ulema mise a punto un codice di comportamento per le donne di tipicamente talebano,  Karzai non fu contrario.

Però l’UE, nell'ultima conferenza di Tokyo sullAfghanistan è stata esplicita: darà sostegno al Paese con 1,2 miliardi di dollari annuali  per la ricostruzione, “ma soltanto se  se saranno rispettato ogni diritto della donna”. In caso contrario, un cambio di piani non si potrà evitare.

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